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Il Tai Chi Chuan può essere considerato come una sintesi fra arte marziale, metodo per tenersi in salute e percorso spirituale. Le sue radici affondano nella filosofia taoista e nell'antica pratica marziale dei monaci del Tempio di Shaolin. Non si può giudicare il Tai Chi Chuan dalla sua apparenza, a molti, infatti, può sembrare semplicemente una forma di ginnastica dolce, in realtà i suoi aspetti di arte marziale interna si rivelano nella pratica delle applicazioni di ogni singola posizione a scopo di autodifesa; ma il Tai Chi Chuan é anche un metodo terapeutico basato sui principi della medicina tradizionale cinese. Attraverso la ricerca di una giusta postura e del corretto uso del respiro, si può ristabilire un armonioso fluire di energia nell'organismo, contribuendo a rimuovere i blocchi che sono alla base dei nostri malesseri. Inoltre il Tai Chi Chuan Stile Yang è anche un sistema di meditazione finalizzato all'armonizzazione del corpo, della mente e dello spirito.


CORSI IN FIRENZE 2009-2010:

TAI CHI CHUAN
corso annuale



presso la PALESTRA DEGLI ARTIGIANELLI
Via de’ Serragli 104 Firenze

1 - lunedì dalle 17.00 alle 18.30 e


2 - lunedì dalle 19.00 alle 20.30 e

3 - mercoledì dalle 17.00 alle 18.30 e

4 - mercoledì dalle 19.00 alle 20.30 e

5 - venerdì dalle 20.00 alle 21.30

presso la PALESTRA DEGLI ARTIGIANELLI
Via de’ Serragli 104 Firenze


Studio accademico dello stile classico della famiglia Yang

6 - martedì dalle 17.00 alle 18.30
presso il CENTRO OLISTICO EST-OVEST
P.zza Cannicci 7 Le Bagnesi, Scandicci

Per informazioni chiama
Cedric Randolph 3406550764


I DIECI PRINCIPI CHE REGOLANO IL TAI CHI CHUAN STILE YANG
DAL GRAN MAESTRO YANG CHEN FU


1. Svuotare i pensieri e sollevare la testa come se la sommità
della testa fosse premuta contro il Cielo

Il collo deve essere dritto per permettere che la testa rimanga ritta, ciò permette lo spirito ed al Chi arrivare in cima alla testa. Nessuna forza fisica dovrebbe essere usata poiché la forza fisica causa rigidezza ed inoltre ostacola la circolazione del Chi e del sangue. Si dovrebbe avere l’intenzione naturale al vuoto della mente.


2. Svuotare il petto per sollevare il dorso

Svuotare il petto aiuta a far scendere il Chi giù nel punto del Dan Tien. Di fondamentale importanza è non espandere il petto, che fa salire il Chi, poiché ciò renderebbe pesante la parte superiore del corpo e farebbe alzare i talloni da terra. Sollevare il dorso permette che il Chi aderisce al dorso: se si svuota il petto, il dorso si solleverà spontaneamente. Con il dorso sollevato si può proiettare il Chi dalla spina dorsale.


3. Sciogliere la vita

La vita è il comandante del corpo; scioglierla aumenta il flusso del Chi nelle gambe fornendo una base stabile che permette al corpo di radicarsi saldamente al terreno. I cambiamenti da pieno a vuoto e viceversa derivano dal movimento della vita. Si dice che la fonte dell’energia Chi proviene dalla vita, pertanto qualora un praticante dovesse avvertire una mancanza di forza, dovrà prestare più attenzione alla vita e agli arti inferiori.


4. Distinguere fra pieno e vuoto

Quando il peso è a destra, la gamba destra diventa piena mentre la sinistra sarà vuota e viceversa: quando si riesce a distinguere la differenza, sarà possibile girarsi e spostarsi con leggerezza e senza fatica, altrimenti, ogni passo sarà goffo ed instabile, e si potrà essere facilmente squilibrato dall’azione avversaria.


5. Affondare la spalla ed appesantire il gomito

Affondare la spalla significa permettere che la spalla si rilassi e cada verso il basso. In caso contrario, le spalle saliranno inducendo il Chi a salire in contemporaneo: se ciò accade, nessuna forza può essere esercitata dal corpo. Appesantire il gomito significa lasciarlo cadere e pendere sciolto. Con il gomito alzato è molto difficile affondare le spalle, così influenzando negativamente l’intensità della propria potenza interna, rendendo impossibile lanciare via l’avversario: questo assomiglia ciò che è conosciuto come "soffocare la potenza" nelle arti marziali esterne.


6. Usare lo Yi o intenzione e non la forza fisica

Per i praticanti del Tai Chi Chuan, c’è bisogno che il corpo intero sia rilassato in modo che nessuna forza fisica rimanga all’interno dei nervi e delle ossa, perché questo limiterebbe la propria potenza. Solo applicando questo principio si potrà essere leggeri e flessibili, con movimenti coordinati. Si può dubitare di come si può sviluppare potenza senza l’utilizzo della forza fisica. Ciò è reso possibile dal fatto che il corpo umano contiene dei meridiani lungo i quali scorre il Chi, invece quando è usata la forza fisica, questa causa che il flusso del Chi nei meridiani si blocchi, risultando in movimenti goffi ed instabili: perché qualsiasi movimento di una piccola parte del corpo interessa il corpo intero. Usando la mente, o lo Yi, il Chi fluisce dove è diretto: ciò favorisce il flusso sia del sangue sia dell’energia Chi e rinforza il corpo.


7. Coordinamento della parte superiore e la parte inferiore del corpo

In accordo con la teoria del Tai Chi Chuan, il radicamento ha origine nelle gambe, il comando ha origine nella vita, l’espressione viene dalle mani. Dalle gambe alla vita c’è bisogno che i movimenti siano all’unisono: i movimenti delle mani, della vita e delle gambe saranno anche seguiti dall’intenzione negli occhi. Questo è ciò che è considerato come coordinazione completa tra sopra e sotto: se uno di questi elementi dovesse mancare, il movimento sarebbe spezzato.


8. Interno ed esterno insieme

L'addestramento del Tai Chi Chuan accade nello spirito, quindi lo spirito è il comandante supremo ed il corpo si muoverà come sarà diretto. Quando lo spirito è sollevato ed i movimenti diventano leggeri, l’esecuzione della forma consisterà in aperture e chiusure - dove l’azione dell’aprire non riguarda soltanto le mani e le gambe, ma deve anche includere la mente; allo stesso modo funziona il movimento di chiusura: perciò non vi deve essere divisione tra l’esterno e l’interno e dovrebbero essere all’unisono.


9. Continuità senza interruzione

Nelle arti marziali esterne, la potenza usata è soltanto forza fisica, pertanto questa ha un inizio ed una fine. Tra questi due momenti vi è un punto di rottura, in cui la forza del movimento precedente è finita, e prima che la nuova forza sia emessa si trova il momento più debole che può essere facilmente sfruttato dall’avversario. Nel Tai Chi Chuan si usa lo Yi, non la forza fisica; quindi il movimento diventa continuo, senza interruzione, come un fiume in pieno che scorre senza fermarsi. Quando è in circolazione, si potrebbe paragonare il movimento del Chi allo srotolare di un filo di seta dal bozzolo, per comprendere la continuità del flusso di movimento.


10. Ricerca della quiéte all’interno del movimento

Nelle arti marziali esterne, la potenza è generata dal saltare, dare pugni e calci nella maniera più muscolare possibile, perciò, dopo una pratica prolungata di questo tipo, il respiro si fa affannoso ed i vasi sanguigni tendono a dilatarsi. Diversamente, il Tai Chi Chuan da maggior importanza alla quiéte che al movimento, anche se la forma è in movimento appare tranquilla; quindi, più lenta la pratica meglio è, con lunghi e profondi respiri per permettere al Chi di raggiungere il punto del Dan Tien, si riesce così ad impedire ogni sovraccarico fisico.



Il Tai Chi Chuan Yang Tradizionale nasce da un processo di raffinamento delle arti marziali cinesi che fu iniziato dal M° Chang San Fang nella Cina del 1300 d.C. circa. Si narra che M° Chang fosse un pugile molto capace nella sua epoca, esperto negli stili di combattimento dello Shaolin e Taoisti, nella sua maturità aveva studiato le tecniche taoiste per la coltivazione dell’energia e dello spirito. Grazie alla pratica e alla contemplazione profonda M° Chang scoprì il metodo per applicare la tecnica dell’energia alle tecniche di combattimento. La leggenda racconta che egli un giorno osservando nel suo giardino un combattimento tra un serpente e una gru intuì che si potevano ridurre i vari metodi di combattimento alla loro essenza, infatti i movimenti dello stile Yang Tai Chi Chuan riportano esclusivamente i movimenti di questi due animali. Secondo altri racconti invece M° Chang ed alcuni suoi compagni cercarono di creare la tecnica di combattimento più devastante possibile attraverso la combinazione delle loro conoscenze delle arti marziali, dell’energia e dell’agopuntura. Tuttavia tralasciando quanto riportano i vari racconti, ciò che è vero è che i concetti fondamentali di quest’arte — che all’inizio non aveva il nome di Tai Chi Chuan — furono tramandati da maestro ad allievo fino a giungere alla conoscenza di Yang Lu Chan.
La tradizione vuole che M° Yang Lu Chan (1780-1873) sin dalla più tenera età, aveva studiato il metodo di combattimento Hung dello Shaolin ma che in seguito, avendo saputo che esisteva una forma di combattimento molto potente ed unica di patrimonio del M° Chen Chang Xin (1771-1853) del Villaggio Chen, si mise al servizio della famiglia Chen così da poter imparare da M° Chen. Quest’ultimo teneva le lezioni segretamente e solo verso la mezzanotte forse perché aveva studiato con M° Zhiang Fa, un pugile taoista che praticava un’arte marziale che proveniva direttamente da M° Chang San Fang. Si racconta anche che un giorno M° Zhiang, passando dal Villaggio Chen vide M° Chen praticare lo stile della famiglia detto “Pugno di Cannone”, e non potendo fare a meno di ridere a voce alta provocò l’ira di M° Chen che lo afferrò alla spalla, ma M° Zhiang, semplicemente girandosi lo scaraventò a terra, allora M° Chen chiese se poteva imparare da lui. M° Zhiang gli promise che sarebbe tornato dopo tre anni ad insegnargli la sua arte. Fu probabilmente a causa di questo accaduto che gli anziani della famiglia Chen proibirono al M° Chen Chang Xin di insegnare pubblicamente, alla luce del giorno, egli insegnava solo di notte nel retro-cortile della sua casa.

Master Chan San Fang
Maestro Chan San Fang
(leggi gli scritti del Maestro)
Master Yang Lu Chan
Maestro
Yang Lu Chan
Master Yang Chien Huo
Maestro
Yang Chien Huo
Master Yang Chen Fu
Maestro
Yang Chen Fu
Master Yang Sau Chun
Maestro
Yang Sau Chun


Il giovane Yang Lu Chan seguiva queste sue lezioni in segreto attraverso un buco nel recinto del giardino, e poi praticava ciò che aveva imparato. Un giorno, M° Chen scoprì Yang Lu Chan che correggeva la tecnica di un allievo, gli chiese allora di mostrare ciò che aveva imparato: apparentemente il giovane Yang pur avendo studiato in segreto aveva appreso l’arte meglio degli altri studenti, per questo fu accettato formalmente come allievo da M° Chen, con il quale studio per circa trent’anni. Le grandi diversità fra il Chen Tai Chi Chuan e lo Stile Yang quindi potrebbero essere attribuibili ad un’istruzione diretta del M° Zhiang Fa in quel periodo.
M° Yang Lu Chan praticò e sviluppò il suo nuovo stile di combattimento, che ancora non si chiamava Tai Chi Chuan. Quest’arte era così morbida e cedevole che la gente la chiamava “lo stile del pugno morbido”, “mien quan” (la boxe di cotone) o “hua quan” (la boxe neutralizzante), o le “13 posizioni”. M° Yang iniziò ad usare il nome Tai Chi Chuan quando, durante un suo soggiorno a Pechino, un poeta gli disse che la sua arte conteneva l’essenza del simbolo del Tai Chi. Dicono che durante i suoi viaggi attraverso la Cina egli fu sfidato dai migliori combattenti della sua epoca e che non perse mai un incontro, guadagnandosi così l’appellativo di “Yang l’invincibile”. Un’aspetto importante dell’alto livello spirituale del suo sviluppo è che il M° Yang Lu Chan era noto per non aver mai ferito gravemente nessuno dei suoi avversari sconfitti. M° Yang Lu Chan ed i suoi due figli M° Yang Ban Huo (1837-1892) e M° Yang Chien Huo (1842-1916) furono istruttori di arti marziali alla corte imperiale di Pechino. M° Yang Chien Huo, anch’egli mai sconfitto nella sua carriera, ebbe tre figli: M° Yang Shao Huo (1862-1930), M° Yang Chao-Yuan e M° Yang Chen Fu (1883-1936), il più famoso dei tre.
M° Yang Chen Fu sviluppò e rese popolari le forme dello Yang Tai Chi Chuan che sono oggi le più diffuse, particolarmente quella chiamata “la forma di Pechino”. Suo figlio, M° Yang Sau Chung (1910-1985), uno dei grandi maestri del Tai Chi Chuan della tarda metà del novecento, trasmise la sua tradizione a tre discepoli, Gran Maestro Ip Tai Tak, Maestro Chu Gin Soon e il Maestro Chu King Hung oltre che alle sue figlie. Oggi la sesta generazione della famiglia Yang è rappresentata dal Maestro (John) Ding.


Il Tai Chi Chuan Yang Tradizionale viene insegnato mettendo in rilievo la didattica, la metodologia e l’allenamento base, le tecniche sono spiegate sia nella loro forma esterna che nella loro manifestazione più interna e sottile. Durante la regolare attività delle lezioni è chiarita non solo la teoria del Tai Chi Chuan quale espressione del simbolo Tai Chi (detto Tao in italiano) ma anche l’applicazione marziale di quest’arte. Tuttavia le applicazioni marziali sono solo un’aspetto di quest’arte, che apporta molteplici benefici alla salute, perché ha le sue radici nelle arti taoiste dalla montagna Wu Dang, sviluppate dal M° Chang San Fang e poi elaborate dal M° Yang Lu Chan. La capacità del Tai Chi Chuan di stimolare lo sviluppo interno è notevole, persino i principianti senza alcun allenamento formale precedente parlano di quanto si sentono rilassati dopo una lezione e di quanto cambia la loro energia personale, gli studenti di una certa età notano che le loro articolazioni iniziano ad aprirsi e che la loro flessibilità generale aumenta, il respiro diventa più profondo al punto che riescono a salire le scale senza la fatica di prima e senza più l’affanno. Questi ed altri benefici, troppo numerosi da descrivere, sono prodotti diretti dello studio e della pratica dello Tai Chi Chuan stile Yang.
Le lezioni permettono agli studenti di sviluppare la loro energia attraverso la pratica di 8 posizioni per lo sviluppo dell’energia chiamati Chi Kung e 12 esercizi taoisti per l’apertura delle articolazioni (chiamati Tao Yin). Questi brevi programmi di esercizi sono integrati con la pratica della forma dello stile Yang divisa in tre sezioni. La pratica degli esercizi in coppia quali il “Tui Sho” (mani che spingono), sensitivity, e la spinta dinamica, fanno parte del programma. Ciò che sorprende tanti studenti è l’ampiezza e la profondità dello studio di questo stile combinati con la sua organizazione chiara e ben definita. Lo Yang Style Tai Chi Chuan Tradizionale è un’esempio genuino ed efficace dell’evoluzione millenaria delle arti tradizionali cinesi di auto-sviluppo.


Cedric Randolph
e il suo allievo Vanni durante
la dimostrazione di Giugno 2002

elastichorizon.com
Ultimo aggiornamento:30/11/2009